FACTO | RE – Lo spazio, il tempo, la parola

Intervista di Michele Baldini per la rubrica ArteFaqTo

RE inaugurò con la sua mostra personale HORTUS CONCLUSUS la stagione espositiva di FaCTo, a fine maggio 2018. Abbiamo per questo pensato di esordire ancora con lei questa rubrica  dove ci parla del suo progetto ancora in corso, che ha a che fare con il tempo e il #lockdown.

Link dell’articolo:

FACTO – ArTEfAQ#1 – RE – Lo spazio, il tempo, la parola

Esperimento di Libertà Temporale

20/03/2020

Questo è il periodo in cui tempo e spazio non possono più giocare per creare la velocità e quindi il movimento. Le condizioni di pericolo per la nostra salute ci obbligano a non considerare più lo spazio come un luogo di libero arbitrio di movimento. Posso dire che quasi tutto il mondo in questo momento si trovi recluso. Siamo obbligati a cedere i nostri spazi al nulla e usufruire solo di quello stretto e indispensabile. Usciamo il meno possibile, solo per necessità primarie come la spesa e per far cacare i cani.Quando questo ordine è stato trasmesso nelle televisioni italiane non ho avuto chissà quale timore per la mia libertà, soprattutto perché quello che è stato ordinato alla popolazione io lo facevo già da tempo. Uscivo solo per necessità, in realtà nemmeno per quello perché la persona con cui vivo si occupava anche di questo. Questa mia condizione, che amo chiamare esilio, è nata dalla mia esigenza di dovermi staccare da ciò che mi circonda per comprendere meglio il mio motivo di non sentirmi appartenente. Ho preso queste decisione anche per conoscermi, per scavare dentro di me. Nel tempo vissuto in esilio ho avuto modo di apprendere in merito ai miei difetti, i miei pregi e le potenzialità che non credevo di possedere.

Tornando all’ordine trasmesso a tutti gli italiani, come dicevo, non ho dato molto peso perché mi sentivo già preparata, agevolata. Tuttavia, dopo qualche giorno, mi sono resa conto di non riuscire a fare più nulla e ho iniziato a passare il tempo seduta in poltrona fissando il soffitto. Mi sono chiesta il perché e mi sono risposta con il primo plausibile pensiero, ovvero quello di essere preoccupata per qualcosa che potesse sfociare in una tragedia mondiale coinvolgendo amici e parenti che fuori dall’Italia vedevano tutto ciò banale, ridicolo; con la conseguenza di trovarsi meno preparati di noi (italiani). Ma non era questa la risposta a questa mia impotenza. Semplicemente perché, imparando a conoscermi, tutte le volte che mi trovo nel bel mezzo di una tragedia personale e non, tendo a minimizzare o addirittura distolgo lo sguardo cercando di non farmi avvolgere dalla negatività soprattutto per non crearne ulteriore. Credo profondamente che l’energia che muove tutto sia basata anche dall’umore e dalla valenza del pensiero. Anche in questa occasione cosi preoccupante mi sono comportata nel medesimo modo per rispettare il mio animo e l’andamento dell’universo stesso.

>>> Leggi l’articolo completo

 

Secretum Secretorum | RADICA Festival

Secretum Secretorum (ovvero Il Segreto dei Segreti) è un trattato che raccoglie una serie di insegnamenti di Aristotele al discepolo Alessandro Magno, fornendo indicazioni sul comportamento, sulla strategia politica e sul tenore di vita da adottare per meglio orientarsi nel percorso della vita. Come Aristotele consiglia ad Alessandro Magno, l’opera, dividendosi in tre parti, concepisce, con libera interpretazione, un’ulteriore comprensione della vita e dei suoi segreti.

In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito
non può entrare nel Regno dei Cieli
Giovanni 3:5

Questa frase racchiude la poetica considerando la Bibbia un libro colmo di riferimenti che possono essere liberamente interpretabili in svariate discipline, come la filosofia e la scienza.
I versi scritti nel Vangelo secondo Giovanni citano Gesù che si mostra sincero nei confronti di Nicodemo, un capo dei Giudei, rivelandogli un segreto che è ancor più ampio di quel che appare, che va oltre l’aspetto di fede religiosa. Egli rivela che la vera composizione dell’uomo è di acqua e Spirito. Due elementi che in questo binomio acquisiscono la stessa valenza, quindi importanti in egual modo. Considerato che il ciclo dell’acqua è perfettamente accostabile a quello della vita, si può dedurre che anche la vita stessa si muove ciclicamente, modificando di conseguenza il proprio stato fisico. Gesù, come egli stesso dice, rivela la verità; e la verità è che in qualche modo si rinasce.

Il titolo della prima opera (La verità esce fuori dal pozzo) è anche un rimando alla leggenda che descrive la necessità della Verità di doversi rifugiare nel fondo di un pozzo per non essere vista nuda, per colpa della Menzogna che ha vestito i suoi panni lasciandola spoglia. L’acqua è limpida come supponiamo possa essere la Verità, ma per giungere alla verità bisogna andare giù, in fondo, nel pozzo, dove l’acqua è più torbida. Questo pozzo dal bordo ricco rappresenta la fonte della vita. E’ un pozzo che rivela il suo fondo ambrato dalla gommalacca e la superficie increspata lascia intuire un cerchio che, formato dall’evaporazione dell’acqua, rappresenta il tempo ciclico della vita e quindi della perenne rinascita.

Nella seconda opera (La soglia), Il concetto di segreto della vita viene chiuso in una porta. Le ante decorate dalla reazione della gommalacca con l’acqua rappresentano lo stato gassoso dell’acqua e quindi della vita, mentre osservando dai vetri posti nella parte superiore delle ante, lo strato liquido dell’acqua e quello solido della gommalacca completano la differenza degli stati fisici. Come ogni soglia, esiste un dentro e un fuori, tuttavia ciò che si trova dentro è composto dalla stessa materia di ciò che si trova fuori da questa porta, ma in altra forma.

L’ultima opera (La terza realtà) utilizza l’acqua come strumento rivelatore della verità, paragonando la limpidezza dell’acqua alla trasparenza della verità ma mettendo in discussione il suo essere unica e sola. L’acqua diviene strumento “rivelatore” attraverso la sua trasparenza. L’idea delle molteplici verità è rappresentata da un vaso contenente una bacchetta di colore rosso coperta per metà d’acqua. Una linea rossa obliqua che si spezza e si riflette.
Partendo dal presupposto che la rifrazione crea una realtà differente generando di conseguenza una seconda realtà, se il punto di vista dell’osservatore viene rivolto verso l’alto si può notare il riflesso specchiato della superficie e quindi un ulteriore punto di vista differente che genera così un’ulteriore realtà.