Secretum Secretorum | RADICA Festival

Secretum Secretorum (ovvero Il Segreto dei Segreti) è un trattato che raccoglie una serie di insegnamenti di Aristotele al discepolo Alessandro Magno, fornendo indicazioni sul comportamento, sulla strategia politica e sul tenore di vita da adottare per meglio orientarsi nel percorso della vita. Come Aristotele consiglia ad Alessandro Magno, l’opera, dividendosi in tre parti, concepisce, con libera interpretazione, un’ulteriore comprensione della vita e dei suoi segreti.

In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito
non può entrare nel Regno dei Cieli
Giovanni 3:5

Questa frase racchiude la poetica considerando la Bibbia un libro colmo di riferimenti che possono essere liberamente interpretabili in svariate discipline, come la filosofia e la scienza.
I versi scritti nel Vangelo secondo Giovanni citano Gesù che si mostra sincero nei confronti di Nicodemo, un capo dei Giudei, rivelandogli un segreto che è ancor più ampio di quel che appare, che va oltre l’aspetto di fede religiosa. Egli rivela che la vera composizione dell’uomo è di acqua e Spirito. Due elementi che in questo binomio acquisiscono la stessa valenza, quindi importanti in egual modo. Considerato che il ciclo dell’acqua è perfettamente accostabile a quello della vita, si può dedurre che anche la vita stessa si muove ciclicamente, modificando di conseguenza il proprio stato fisico. Gesù, come egli stesso dice, rivela la verità; e la verità è che in qualche modo si rinasce.

Il titolo della prima opera (La verità esce fuori dal pozzo) è anche un rimando alla leggenda che descrive la necessità della Verità di doversi rifugiare nel fondo di un pozzo per non essere vista nuda, per colpa della Menzogna che ha vestito i suoi panni lasciandola spoglia. L’acqua è limpida come supponiamo possa essere la Verità, ma per giungere alla verità bisogna andare giù, in fondo, nel pozzo, dove l’acqua è più torbida. Questo pozzo dal bordo ricco rappresenta la fonte della vita. E’ un pozzo che rivela il suo fondo ambrato dalla gommalacca e la superficie increspata lascia intuire un cerchio che, formato dall’evaporazione dell’acqua, rappresenta il tempo ciclico della vita e quindi della perenne rinascita.

Nella seconda opera (La soglia), Il concetto di segreto della vita viene chiuso in una porta. Le ante decorate dalla reazione della gommalacca con l’acqua rappresentano lo stato gassoso dell’acqua e quindi della vita, mentre osservando dai vetri posti nella parte superiore delle ante, lo strato liquido dell’acqua e quello solido della gommalacca completano la differenza degli stati fisici. Come ogni soglia, esiste un dentro e un fuori, tuttavia ciò che si trova dentro è composto dalla stessa materia di ciò che si trova fuori da questa porta, ma in altra forma.

L’ultima opera (La terza realtà) utilizza l’acqua come strumento rivelatore della verità, paragonando la limpidezza dell’acqua alla trasparenza della verità ma mettendo in discussione il suo essere unica e sola. L’acqua diviene strumento “rivelatore” attraverso la sua trasparenza. L’idea delle molteplici verità è rappresentata da un vaso contenente una bacchetta di colore rosso coperta per metà d’acqua. Una linea rossa obliqua che si spezza e si riflette.
Partendo dal presupposto che la rifrazione crea una realtà differente generando di conseguenza una seconda realtà, se il punto di vista dell’osservatore viene rivolto verso l’alto si può notare il riflesso specchiato della superficie e quindi un ulteriore punto di vista differente che genera così un’ulteriore realtà.

 

 

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RE, Hortus Conclusus

Hortus Conclusus – mostra personale di RE a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci – è l’evento che sabato 26 maggio alle ore 18:00 inaugurerà il nuovo spazio culturale FACTO di Montelupo Fiorentino. Nell’innovativa struttura – destinata al coworking artistico e culturale – sarà allestito il percorso espositivo che approfondisce il tema del “giardino recintato”. Dieci le opere create da RE con la particolare pratica pittorica del reverse on glass, tecnica divenuta un “marchio di fabbrica” della sua cifra stilistica.  

A caratterizzare l’allestimento sarà l’installazione site specific In Eden, così concepita dall’artista: “Trame e decorazioni floreali – diffuse nello spazio espositivo – suggeriscono la presenza prorompente della natura che, in analogia con il luogo, crea una scenografia surreale. L’utilizzo degli interni di uno spazio artificiale “nudo” adornato da decorazioni quasi barocche, realizzate con  fiori e foglie, identifica il luogo come materializzazione di uno spazio interiore da coltivare e curare. La polvere di ceramica – che completa le decorazioni – essendo dello stesso colore della pavimentazione presente, funge da prosecuzione “spaziale”, unendo il piano orizzontale (materia) da quello verticale (spirito). 

Scrive la curatrice Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci nel testo critico della mostra “FACTO si veste così dei fiori misti alle foglie che RE porta dalla sua Sicilia, di quei profumi che si legano inscindibilmente ad una commistione di polveri di ceramica, vera, indiscussa ed eccellente regina di Montelupo Fiorentino.  La profumata Sicilia si mischia ad una toscanità prorompente e autentica, grezza, concettualmente ibrida quanto formalmente è ibrida l’arte di RE, fatta di ritrovamenti, di scoperte, di regali del luogo (ne sono esempio i supporti impregnati della sua pittura), della genuinità del “thauma”, la meraviglia che genera la scoperta”.

La mostra di RE inaugura FACTO, il primo art-coworking in Toscana, i cui spazi espositivi sono affidati alla direzione artistica di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci.

Dopo la mostra Condizione curata da Roberto Baciocchi all’Elephant Paname di Parigi, la partecipazione alla collettiva Empatia alla Galleria Triphè di Roma a cura di Maria Laura Perilli, alla BIAS – Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra e delle Religioni dell’Umanità a cura di Chiara Modica Donà delle Rose all’Hotel Metropole di Taormina e al Trasformatorio – Fourth International Lab for Experimental and Site Specific Arts diretto da Federico Bonelli – dove realizza le opere reverse on glass site-specific Tesoro da Custodire e Giampilieri Maggio 2018 –  RE continua a esplorare spazi espositivi innovativi e luoghi ricchi di suggestioni e fermenti culturali.

RE

Hortus Conclusus

a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

FACTO

Via XX Settembre, 34
50056, Montelupo Fiorentino (FI)

26 maggio – 26 luglio 2018

Inaugurazione: sabato 26 maggio ore 18:00

Orari mostra: lun – ven; ore 09:00 – 19:00

Ingresso libero

Organizzazione generale: FACTO

Allestimenti: Associazione Culturale Siddharte

Coordinamento: Giuseppe Morgana

Testo critico: Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

Referenze fotografiche: Archivio RE

www.factoassociazione.com

www.re-artist.eu

www.siddharte.com

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EMPATIA alla Galleria Triphè

La Galleria Triphè presenta la sua prima collettiva dal titolo Empatia. Con le opere in esposizione si vuole tentare una lettura dell’arte distaccata da aspetti talvolta autoreferenziali e narcisisti, per approdare ad uno scambio e ad una condivisione emozionale sia sul piano figurativo che concettuale.

L’arte prova a proporsi come strumento teso a scardinare quella dimensione nella quale stiamo approdando sempre più esageratamente distaccata, virtuale ed espressione di relazioni umane superficiali nonché permeate da uno stato di liquidità. La scelta artistica di questa esposizione aspira a stimolare interrogativi che, al di là della immediatezza della figurazione, sondano celati messaggi concettuali. L’arte, infatti, che da sempre è un qualcosa che si tocca e si sente, comporta necessariamente, un coinvolgimento sia dell’intelligenza razionale che della emotività. Proprio questa fusione potrebbe portare ad una lettura più esaustiva dell’opera.
Gli artisti coinvolti sono: Salvatore Alessi, Roberta Coni, Moreno Bondi, Adriano Fida, Enrique Moya, Sara Lovari, Franco Giletta, Antonio Finelli, Giuseppe Barilaro, Marco Stefanucci, Veronica Montanino, Francesco Bancheri, Elena Uliana, Re, Davide Dall’Osso, Ma Lin, Claudio Magrassi, Li Zi, Alessio Deli, Roberta Maola, Benjie Basili Morris, Teresa Merolla, Salvatore Pellegrino, Kristina Milakovic, Arteinacciaio Cavalieri, Lorenzo Santinelli, Gianluca Sità, Salvatore Cammilleri.

Sottobosco, 2017

 

L’empatia intesa come capacità di coinvolgere emotivamente il fruitore con un messaggio in cui lo stesso è portato ad immedesimarsi, sottolinea la presa di coscienza e la consapevolezza di un sentire che può rigenerarsi, anche, in un particolare modo di percepire l’arte. Ecco, dunque, l’intento della collettiva: cercare di sottolineare che l’empatia può intercorrere non solo tra persone ma anche tra persone e cose. Un quadro, una scultura, possono aiutare a rigenerare un sentire più completo, fatto sì della percezione immediata dell’immagine ma anche dell’individuazione del messaggio nascosto posto alla base del profilo concettuale dell’opera stessa. La figurazione concettuale può essere, quindi, la strada da percorrere per una rieducazione delle emozioni. L’osservatore non guarderà, quindi, l’opera con un atteggiamento permeato da puro sentimentalismo o da stupore per l’immagine, ma anche con un background del sentire più analitico e quindi utile a stimolare maggiori riflessioni. Ben venga tutto ciò perché possa, poi, come una eco trasferirsi a tutte le sfere del sentire.

Empatia
Galleria Triphè Roma
a cura di Maria Laura Perilli
Via delle Fosse di Castello 2 – Roma (Castel Sant’Angelo/ San Pietro)
Orario 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00 dal Martedì al Sabato

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BIAS 2018 – Hotel Metropole di Taormina

Saranno nove le opere di RE esposte per l’edizione 2018 della Bias. Evento inserito nel programma di incontri della Bias – Biennale Internazionale d’Arte Sacra, si svolge sabato 28 aprile alle 18 all’Hotel Metropole di Taormina, l’inaugurazione dei Padiglioni Filosofico, Scientifico e Abramitico.

Presenziano all’incontro, oltre al presidente BIAS e Wish, Chiara Modìca Donà dalle Rose, anche il sovrintendente ai Beni Culturali di Messina, Orazio Micali. Tra gli artisti che espongono nei padiglioni, Federico Bonelli, Ezio Cicciarella, Martin Emschermann, Edo Janic, Paolo Madonia, Ileana Milazzo, Claudio Sergio Perroni, RE, Sonia Ros, Tobia Ravà, Rosa Mundi, Volpato Paola.

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Lalleru: RE a Parigi

Intervista di Mosè Previti

L’artista siciliana RE in mostra a Parigi per tutto il mese aprile all’interno di un prestigioso e singolare evento. L’abbiamo intervistata per scoprire un poco più su questa mostra e sul suo lavoro. 
 
RE a Parigi fino al 29 Aprile. Cos’è la Casa dell’Elefante? Con chi hai lavorato, come è andata, come sta andando con te stessa in esposizione a Parigi?

RE a Parigi. Caspita! A pensarlo un paio di mesi fa, per me, sarebbe stato uno dei tanti sogni terminato al risveglio con un “chissà magari un giorno …”.  Faccio sempre questo confronto prima/dopo; è necessario soprattutto per ricordarmi da dove ho iniziato. A volte dimentico che quando mi prefiggo una meta, la strada da percorre per raggiungerla, seppur faticosa, è ancor più bella della meta stessa. Questa opportunità mi è stata concessa da Sergio Curtacci, il direttore della rivista d’arte online Frattura Scomposta (consiglio a tutti di leggerla) che insieme all’organizzazione Meet My Project hanno selezionato gli artisti per il progetto “Condizione” dell’architetto Roberto Baciocchi. L’Elephant Paname di Parigi è un suggestivo teatro posto al centro della capitale francese. Questa sede scelta da Baciocchi è assolutamente adatta per rappresentare questo fantastico ed insolito progetto. In merito a ciò vorrei sottolineare che questa non è una semplice esposizione d’arte contemporanea; Baciocchi ha creato un luogo, a tratti surreale, che supera i limiti della concezione dello spazio espositivo. Condizione è la personificazione di un ventaglio di emozioni; attraverso un percorso multisensoriale, ha creato un connubio perfetto tra il design e l’arte contemporanea. Condizione è accogliente come una casa, non manca nulla; dalla camera da letto tra le nuvole all’Honda Civic in sala da pranzo, personalizzata internamente dall’architetto stesso. Gli spazi si dividono e allo stesso tempo si uniscono tra le molteplici combinazioni di punti di vista dettati dall’osservatore. Nel percorso sono dislocati dei sensori che stimolano l’olfatto; dall’odore di erba appena tagliata al profumo del legno segato. Inoltre, si odono voci, ticchettii, musiche e suoni. L’emozione è vissuta a trecentosessanta gradi. Essere presente in questo progetto mi ha permesso innanzitutto di ampliare il mio raggio della concezione di un’idea; allontanandomi ulteriormente dal senso del limite. Ho avuto l’opportunità di conoscere Baciocchi di persona, considerata la sua costante presenza durante l’allestimento. Sono rimasta affascinata da lui; un personaggio di spicco nel panorama dell’architettura e del design, conosciuto in tutto il mondo anche per aver realizzato le varie sedi della casa di moda Prada. Eppure non è irraggiungibile; non è una di quelle persone che conscia del proprio successo preferisce stare qualche gradino più in alto rispetto ad un’artista che ancora si sta facendo strada con fatica e che vede Parigi immensa, così grande quasi quanto un altro mondo. Ho approfittato di questa opportunità per visitare la città, non ero mai stata a Parigi. Confesso di aver avuto un po’ di timore di come sarei stata accolta, mentre percorrevo le vie che portavano all’Elephant Paname; ma quando giunsi e per prima cosa strinsi la mano all’architetto Baciocchi e al suo fidato collaboratore Francesco Pirrello (producer di Condizione), mi hanno messo subito a mio agio, più di quanto potrei essere nella mia città. Loro e tutto lo staff organizzativo sono semplicemente splendidi e professionali. Certo, questo è un grande passo, necessario per alimentare questo mio grande sogno di essere artista e basta.

Ho visto in anteprima i tuoi lavori in partenza per la Francia. Mi ha colpito molto questo 

dialogo profondo, intimissimo e insieme molto spontaneo, con la natura.  La natura è stata sempre presente nel tuo lavoro, prima come modello, direi quasi atmosferico, per i lavori del ciclo Livelli Atmosferici di Natura Artificiale, poi come elemento vivo, perfettamente incluso nello spazio dell’opera. Com’è successo, cosa è successo?

Il ciclo delle opere che ho realizzato appositamente per Condizione è una delle mie più recenti mutazioni. Con queste opere confermo l’uso della tecnica del reverse on glass applicata  nella maniera più selvaggia possibile. Ho sviluppato il tema di Condizione inteso come la sospensione della condizione umana; L’unica possibilità, come suggerisce il titolo di una delle opere, è quella di esistere né in cielo né in terra… continua

 

 

 

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